Ritorna l’eterno dilemma se è meglio il tasso fisso o il variabile come tasso per i mutui, il tutto anche in stretta correlazione dell’andamento economico.
In questo momento, infatti, è preferibile scegliere il tasso variabile, perché secondo le ultime rilevazioni, a partire dai primi mesi dell’anno, sono passati dal 17,2% al 39,7%. Questo tasso è rimontato perché sono scesi drasticamente gli indici Euribor cui tali prestiti sono saldamente ancorati, e poi perché alcuni istituti, a causa della crisi in atto, hanno minore flessibilità nella gestione e nell’erogazione del credito, e per riportare tutto in equilibrio tendono a scartare il mutuo a tasso fisso.
Tutto ciò è possibile dedurlo anche attraverso un’analisi dei costi e dei ricavi. Una volta superata la crisi L’Euribor tornerà sicuramente oltre il 4 %, e quindi s’invertirà di nuovo la tendenza. Per lo stesso motivo, chi oggi decide di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile, sicuramente negli anni successivi si troverà con una rata certamente aumentata.
Purtroppo l’economia è sempre in forte oscillazione e non si possono fare degli esami a lungo termine, quindi occorre sempre analizzare i fatti attuali e proiettarli sono per un futuro a breve termine.