Scendono i prezzi e anche i tassi d’interesse ma in compenso salgono gli spread applicati dalle banche. I nuovi mutui oggi possono essere anche meno convenienti di un anno fa. Differente la situazione per chi ha già contratto un mutuo a tasso variabile: il calo dei tassi ha prodotto già un risparmio tra i 150 ei 200 euro al mese.
Rispetto a qualche anno fa l’Euribor è tornato al livello del 2004, anche al di sotto del costo di denaro fissato dalla Banca Centrale Europea. Dal 1 gennaio tutti i consumatori hanno la possibilità di stipulare anche un mutuo variabile proprio ancorato al tasso di sconto fissato dalla Bce, con un quoziente più stabile e prevedibile. Si è giunti ad un punto in cui le offerte formulate dalle banche risultano essere meno convenienti dei mutui ancorato all’Euribor.
E le rate sono sempre più alte. In molti ritengono che le nuove condizioni praticate dalle banche non rispettano lo spirito del decreto anticrisi che prevede espressamente che i tassi complessivi delle due tipologie di mutuo debbano essere in linea. Per altri invece tale meccanismo era ampiamente prevedibile. Il problema è che le banche prendono a prestito i soldi al valore dell’Euribor a tre mesi.

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Perciò era inevitabile che imponendo loro un tasso più basso compensassero la perdita facendo pagare spread più elevati. Il problema però oggi è che l’Euribor a tre mesi è sceso addirittura sotto il tasso della Bce, ma gli spread invece sono rimasti sostanzialmente invariati.