Adusbef ha annunciato la prima class action contro Unicredit e Banca d’Italia sui tassi che prevedono un piano di ammortamento alla francese. Non molti forse sapranno a cosa ci si riferisce: le rate sono posticipate e il valore di una rendita è a rate costanti.
Quindi la rata è costante ma il tasso è variabile. Si differenziano dal sistema italiano e dal sistema tedesco perché questi hanno quote costanti. Le rate sono attualizzate mediante un vincolo di equivalenza finanziaria. Nella prima metà del mutuo gli interessi prevalgono mentre nella restante parte prevale la quota di capitale. L’ammortamento non è predeterminato e il mutuatario non sa quando il debito potrà essere estinto. La convenienza maggiore risiede nell’estinzione sia totale sia parziale.
Al crescere dei tassi si allunga la durata del mutuo. Qualora il mutuatario non fosse più in grado di rimborsare il mutuo scattano gli interessi di mora per il ritardo nel pagamento. I creditore ha la possibilità di rinegoziare oppure si procede con i pignoramenti.

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In alternativa si possono scegliere mutui a tasso variabile con maggiori certezze. Ora non ci resta che attendere i risultati che si potranno ottenere da questa class action con la speranza che si ottenga qualcosa di vantaggioso per i consumatore.
Un Commento
Sinceramente, di certezze nei mutui a tasso variabile ne vedo veramente poche.
In particolare, chi lo dovesse aprire in questo periodo, con i tassi prossimi allo 0% si corre veramente il rischio di ritrovarsi tra 5 anni a dover pagare una rata pari a 2-3 volte quella inizialmente sottoscritta.
Io personalmente mi orienterei verso una rata fissa o, al massimo, verso un mutuo misto, ma visionando attentamente il contratto per capire se fa al nostro caso.