Un mutuo viene richiesto in linea di massima una volta nella vita. È dunque difficile sapere tutto quel che in realtà c’è da sapere. Ad esempio, questione apparentemente banale e futile è: “quanto chiedere?”.
La risposta esatta è: “più della spesa prevista per l’acquisto o la ristrutturazione di una casa”. Perché purtroppo le esigenze finanziarie correlate all’acquisto o alla ristrutturazione di una casa eccedono spesso le aspettative.
Seconda questione su cui spendere due parole è senz’altro la durata del mutuo. Le possibilità di riflessione sono due: si può decidere di estinguere il mutuo nel più breve tempo possibile se si desidera risparmiare sugli interessi.
Per una vita più serena si può invece optare per un rimborso del debito che sia graduale e che incida il meno possibile sulla qualità della vita. La scelta è ovviamente soggettiva, ma la tipologia di rimborso più gettonata è di sicuro la seconda.

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Considerando anche il fatto che un contratto di mutuo stipulato in vista di un rimborso a breve termine di certo non può essere allungato, mentre un rimborso a lungo termine può sempre essere modificato scegliendo l’estinzione anticipata del mutuo.
Terzo passo: scegliere il tipo di tasso di interesse. Le tipologie più diffusa sono di certo il tasso variabile e il tasso fisso. Quello più opzionato resta da decenni il tasso fisso in virtù del fatto che cosi facendo il richiedente non è in balia delle oscillazioni del mercato.
Nei mutui a tasso variabile il tasso applicato al mutuo viene periodicamente riveduto. Il calcolo si effettua con la semplice addizione: Euribor + Spread, dove l’Euribor è il tasso a cui le banche stanno pagando il denaro in quel momento (si può trovare sul Corriere della Sera o su Il Sole 24 ore). Lo spread rappresenta la percentuale che ogni banca decide di aggiungere al costo del denaro quale proprio ricavo, il quale resterà uguale per tutta la durata del mutuo. È perciò evidente che per comparare le proposte a tasso variabile si devono paragonare gli spread.
Un Commento
Il mutuo a tasso variabile è molto appetibile, ma se il tasso va alle stelle?
Non sarebbe bene dare la possibilità di mettere un tetto max. al tasso?