Sembra quasi che le famiglie italiane siano destinate a respirare, in quanto da alcune indagini sembra essere emersa una tendenza al rialzo rispetto potere d’acquisto delle famiglie.
Difatti si può dire che, analizzando il contesto, il momento più difficile per l’economia è stato senza dubbio il ‘29, anno in cui l’Italia ha dovuto fare i conti con una delle crisi economiche più dure mai registrate, mentre nel ‘92 è toccato al settore immobiliare il cui mercato sembra essere crollato in maniera netta e repentina.
Difatti portando a confronto la condizione economica degli italiani registrata nel 2007, emerge che un qualunque cittadino medio per poter accedere ad un mutuo doveva investire la propria busta paga per un minimo di 13 anni, mentre oggi, ne servono appena 10.
Ma non solo, coloro i quali godono di uno stipendio fisso possono procedere con maggiore facilità all’acquisto di un’unità immobiliare almeno rispetto ai dati registrati 3 anni fa.

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Nel 2006 un impiegato statale per poter contrarre un mutuo doveva dimostrare all’ente creditizio di avere in giacenza almeno 10 annualità di paga al fine di poter procedere all’acquisto in contanti di un appartamento di circa 80 metri quadrati nella periferia di una grande città, mentre oggi se ne richiedono all’incirca 8 e mezzo.
Il miglior risultato ottenuto rispetto all’aumento del potere d’acquisto da parte degli italiani, si registra a Roma, dove allo stato attuale si contano 3 anni in meno di mutuo per poter ottenere finalmente una casa.
Una situazione tutta al rialzo, insomma, che lascia ben sperare rispetto ad un settore complesso come quello dei mutui.